
Punti di interesse a Cesa
Storia, natura e cultura da scoprire nella frazione
Oltre alla Festa a Cesa, il paese custodisce diversi luoghi che raccontano la sua storia, dalle origini etrusco romane alla bonifica della Valdichiana, fino alla cultura contemporanea. In questa pagina trovate i principali punti di interesse da visitare a Cesa, tra chiese storiche, percorsi naturalistici e un museo che non ha eguali nel territorio.
punti d'interesse
La chiesa dei Santi Michele e Lucia
Il cuore religioso della comunità
La parrocchia di Cesa appartiene storicamente alla Diocesi di Arezzo Cortona Sansepolcro, legata da secoli al territorio aretino. Questo legame ha radici profonde, testimoniate da antiche dispute giurisdizionali risalenti al 1198, legate al monastero di San Quirico. L’edificio attuale, dedicato ai Santi Michele e Lucia, fu consacrato dal Vescovo Giovanni Cioli nell’aprile del 1967, e sostituì una struttura di culto molto più antica, in passato proprietà dei Vescovi di Arezzo. Oggi rappresenta il punto di riferimento religioso della comunità, anche durante le processioni della Festa a Cesa.

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Il Sentiero della Bonifica
In bicicletta lungo il Canale Maestro della Chiana
Il Sentiero della Bonifica è un percorso ciclo pedonale che segue il Canale Maestro della Chiana, un viaggio nel tempo attraverso i segni lasciati dalla civiltà etrusca e dal lavoro dell’uomo. Gli ingegneri idraulici al servizio del Granduca Leopoldo di Toscana furono autori di un’imponente opera di bonifica, che trasformò questa zona in uno dei principali centri agricoli della Valdichiana. Il tracciato unisce Arezzo a Chiusi e si spinge fino al sito archeologico del Sodo, a Cortona, per uno sviluppo complessivo di circa 62 più 12 chilometri. Privo di dislivelli significativi, è un percorso particolarmente adatto al turismo sportivo familiare e a chi desidera scoprire la Valdichiana a un ritmo lento.

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Il Museo della Poesia
Un luogo unico nato dalla passione di Perla Cacciaguerra
Il Museo della Poesia è stato inaugurato nel 2000 a Cesa, grazie all’iniziativa della scrittrice Perla Cacciaguerra, che lo realizzò a proprie spese nella cripta dell’antica chiesa di Santa Lucia. L’edificio, ricostruito nel Cinquecento sulle rovine di una struttura distrutta intorno al 1200 e in passato proprietà del Vescovo di Arezzo, fu acquistato ai primi del Novecento dal conte Cacciaguerra, padre di Perla, per farne la cantina della fattoria di famiglia. Il museo si trova in un salone a tre navate, con soffitti a volta e colonne a forma di croce, interamente costruito in mattoni rossi.
Alle pareti si possono ammirare poesie incorniciate, pitture con versi in greco del poeta Zissimos Diamantis, dell’Università del Pireo, e opere di artisti come Villoresi, Bemporad e Jean Cocteau, oltre a volumi autografati di autori internazionali come T.S. Eliot, Ezra Pound e Joseph Brodsky. Il Museo della Poesia non è solo uno spazio espositivo, ma anche un luogo dove si organizzano mostre, incontri culturali e convegni, rendendo Cesa una tappa di interesse anche per chi è appassionato di letteratura e arte.

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Il monumento ai caduti
Un simbolo di memoria e sacrificio
Il monumento ai caduti di Cesa fu realizzato nel 1922 grazie a una sottoscrizione della comunità locale, e nel 1950 venne completato con una lapide dedicata ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale. La statua rappresenta un soldato che regge il tricolore, simbolo di sacrificio e memoria collettiva. Sul monumento sono riportati ventinove nomi tra le due guerre, tra cui ricorrono cognomi storici del paese come Bertocci, Pecchi, Brandini, Casagni, Donnini, Bassi e Zappalorti.

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La chiesa vecchia
Un edificio del Cinquecento tra arte e devozione
La chiesa vecchia di Cesa è dedicata ai Santi Lucia e Michele Arcangelo ed è legata alla storia della famiglia Cacciaguerra, che agli inizi del Novecento acquistò l’antica fattoria vescovile del territorio. Edificata nel XVI secolo, conserva al suo interno un organo a canne del 1867 e una tela attribuita a Salvi Castellucci. La prima messa fu celebrata nel 1708. Oggi la chiesa vecchia è aperta solo in occasione di particolari ricorrenze, ma resta uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia di Cesa.

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Il campo sportivo
La casa dello sport a Cesa
Il campo sportivo di Cesa ospita una squadra affiliata alla FIGC e una alla UISP, ed è stato negli anni teatro di importanti tornei tra le giovanili di grandi squadre italiane come Juventus, Milan e Inter. Durante la Festa a Cesa, il campo diventa anche protagonista dei tradizionali torneo tra scapoli e ammogliati, un appuntamento sportivo che da sempre diverte tutto il paese.

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Le scuole di Cesa
L'infanzia "Il Nido Verde" e la scuola Marconi
Per l’educazione dei bambini dai tre ai sei anni, Cesa può contare sulla scuola dell’infanzia statale “Il Nido Verde“. La scuola elementare del paese è invece intitolata a Guglielmo Marconi, ed è ospitata in un plesso situato in Piazza Sandro Pertini 1A, inaugurato il 10 settembre 2011. L’Istituto Comprensivo Statale di Cesa, che accorpa l’intera direzione didattica della frazione, è nato successivamente, durante l’anno scolastico 2012 2013.

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I giardini
Il salotto verde di Cesa, cuore della Festa
I giardini di Cesa sono il luogo che durante la Festa a Cesa si trasforma nel punto più animato del paese, ospitando il palco degli spettacoli e il bar centrale, dove i volontari servono bevande, organizzano giochi e animano le serate fino a tarda notte. Per il resto dell’anno restano invece uno spazio verde tranquillo, dove gli anziani si incontrano per chiacchierare e i più giovani giocano a pallone.

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L'acquedotto
Il punto d'incontro storico dei Cesarini
L’acquedotto di Cesa non è un monumento di particolare valore storico, ma rappresenta da sempre un luogo dove le generazioni si incontrano. Costruito dopo la bonifica della vallata per la gestione idrica del territorio, oggi è gestito da Nuove Acque ed è uno dei punti di ritrovo più frequentati dai giovani e dai meno giovani del paese, simbolo di una socialità che resiste nel tempo.

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La Zuccheraia
Uno dei primi zuccherifici d'Italia nel cuore della Valdichiana
Nel 1872 l’imprenditore tedesco Augusto Braubach fondò a Cesa “La Zuccheraia“, uno dei primi zuccherifici della penisola. La scelta della Val di Chiana non fu casuale: dopo la bonifica del territorio i terreni erano diventati fertili e adatti alla coltivazione della barbabietola da zucchero. L’impresa incontrò però fin da subito difficoltà legate alla scarsa conoscenza locale della coltura e alla forte concorrenza dello zucchero importato, e cessò la propria attività già verso la fine dell’Ottocento. Nonostante la breve vita, la Zuccheraia di Cesa ebbe un valore storico rilevante, dimostrando che la produzione di zucchero da barbabietola in Italia era possibile e aprendo la strada ai grandi zuccherifici sorti successivamente nel Nord Italia. Oggi il complesso è un punto di riferimento per l’archeologia industriale della Valdichiana.
